Come fare per… Presentarsi a un colloquio – Parte prima

Se state leggendo questo post è perché probabilmente avete già vinto le prime sfide per ottenere un colloquio (preparazione cv con relativa presentazione, lettura annuncio e candidatura, primo colloquio telefonico) e siete quindi in procinto di avviarvi verso l’agenzia o l’azienda che vi ha contattato.
Avete iniziato a scalare una montagna, ma “avete l’attrezzatura giusta”?
Dobbiamo quindi lasciar spazio a due strade: la presentazione fisica e quella caratteriale (quest’ultima verrà approfondita in un altro post).

Iniziamo quindi dalla presenza estetica.

Capita, infatti, sempre più spesso che si dia per scontata la propria immagine. Sicuramente molti di voi penseranno: “Ecco, prima di avere un lavoro devo spendere un sacco di soldi in abiti firmati per fare bella impressione!”. ALT! Dare una buona impressione di sé è diverso dall’indossare un capo di alta moda.
Sto parlando delle basi dell’igiene personale! Arrivare ad un colloquio con odori piuttosto sgradevoli è un primo segno di maleducazione nei confronti del vostro interlocutore (sta lavorando e voi minacciate la sua incolumità cercando di narcotizzarlo!), nonché di poco amor proprio. Nessuno si senta offeso nell’orgoglio, ma posso garantirvi che accade più spesso di quanto crediate!
Una volta sorpassata questa prima fase (o bypassata per chi già si era evoluto in candidato versione 2.0, ossia candidato pulito e profumato), dirigetevi all’armadio.
Evitate i consigli di “Enzo e Carla”: nessuno vi darà una prepagata per spendere 1.000 euro in abiti all’ultimo grido (sempre che non vogliate far urlare il vostro portafoglio!). Dovete pensare alla mansione per la quale state per sostenere il colloquio, evitando sempre vestiti rotti, strappati, macchiati e sporchi (anche qui direte “son cose che già si sanno” e vi ribadisco che più volte a settimana mi capitano candidati che si presentano in stati a dir poco pietosi!).
Sappiate che sarete valutati non solo per quello che sapete fare, ma anche per come apparite. Pensate ad un’addetta vendite: entrate in un negozio e la commessa che vi accoglie ha il gradevole profumo di un muflone (magari ha appena finito di riorganizzare il magazzino nel retro e quindi ha una spiegazione più che plausibile), ha una deliziosa cresta verde e fucsia e, quando si abbassa, le si vede benissimo la riga del fondoschiena. La vostra reazione non sarà quella di trattenervi a lungo nel negozio, ma di “cambiare aria”: ecco, non vogliate far scappare il vostro interlocutore che magari non ha la mentalità aperta come la vostra in fatto di moda. Ovviamente, se dovete sostenere un colloquio per una posizione creativa (cercasi cantante per gruppo punk, stilista, …) l’essere un po’ eccentrico nell’abbigliamento aiuta.
Ma i casi sono veramente rari…

Parte seconda

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